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Una località perfetta per ambientare un favola, una leggenda
od una qualsiasi storia dal sapore medievale. Mondaino ha
sicuramente origini lontane tuttavia tra le "cronache
storiche" non se ne rinviene traccia sino al 1233.
Come la maggior parte delle terre romagnole subì il dominio
dei Malatesta, dei duchi di Urbino ed infine della Chiesa.
Fu territorio di scambio per la Chiesa in numerose occasioni. |
| Come dal 1525 al 1546 quando Costantino di Comnemo, signore
di Fano la ricevette dal Pontefice quale feudo da amministrare.
E' da segnalare un opera pittorica di grande valore : la
"Deposizione" attribuita a Guido Reni, custodita
nella parrocchia del paese. Mondaino ricopre un ruolo di
primo piano nel panorama paleontologico della Romagna, numerosi
sono i ritrovamenti di pesci fossili dell'era del Miocene
superiore, il valore storico-scientifico del rocce biancastre,
striate e stratificate, rappresenta un opportunità per una
visita di grande interesse geologico . |
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| E' una meta consigliata per tutti coloro che spinti dalla
curiosità della scoperta e dall'animus della ricerca intendono
trascorrere un week-end come dal sapore del viaggio nel
passato. |
Popolazione: 1,422
Kmq: 19,77
Altitudine:400 s.l.m.
Mercato:
Mercoledì |
Monumeti:
Rocca Malatestiana
Museo Paleontologico
Chiesa S.M.Arcangelo
Monastero d.Clarisse
Parco Botanico
Parco d. Fratte |
http://www.mondaino.com |
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Popolazione: 1,591
Kmq: 22,41
Altitudine: 385 s.l.m. |
Monumenti:
Rocca Malatestiana
Panorama
Chiesa S.Paolo
Porta Curina
Santuario di Bonora |
http://morciano.infotel.it |
| E' di origine romana. La sua Rocca, una delle più importanti
della Romagna, fu costruita verso il 1340 da Malatesta il
Guastafamiglia. Pandolfo l'ampliò, Malatesta l'Ungaro la
abbellì con affreschi e pitture, Sigismondo la completò.
Il 16 dicembre 1347 accolse il re Ludovico d'Ungheria; il
13 giugno 1415 ospitò il papa Gregorio XII, il 2 marzo 1507
il papa Giulio II. Da qui Francesco Sforza e Sigismondo
Malatesta partirono per andare a sconfiggere nell'inverno
del 1443 il Piccinino. Montefiore fece una strenua difesa
contro le milizie del re di Francia Carlo VIII. Nelle sue
mura vi nacque il 5 luglio 1377 Galeotto Malatesta, soprannominato
per questo "Belfiore", mentre vi morì il principe
di Macedonia Costantino Commeno. Alla fine del sec. XVI
cominciò il suo declino. Subì danni nei terremoti del 1672
e 1918. Cessata la signoria dei Malatesta, Montefiore passò
ai veneziani e infine alla S.Sede. E' ricordata nel canto
XLIII dell'Orlando Furioso". La Parrocchia di S.Paolo
ha un crocifisso di scuola riminese del '300 e una tavola
attribuita a Giovanni Santi. Altro luogo di culto da visitare
è il Santuario della Madonna di Bonora risalente al XIV
sec. Il panorama che si ammira da questa località è stupendo,
da non perdere. |
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Popolazione: 884
Kmq: 6,79
Altitudine: 290 s.l.m.
Mercato:Martedì nella frazione di Trebbio
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Monumenti:
Chiesa S. Rocco
Castello
Santuario Beata Vergine delle Grazie |
http://www.riminirimini.com/itinerari/montegridolfo/montegridolfo.htm |
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Fu tenuto in grande considerazione dai Malatesta, che nel
1338 lo fortificarono. In precedenza era stato semidistrutto
dagli abitanti di Mondaino e di Urbino. I Malatesta lo cedettero
nel 1503 ai Veneziani e sei anni dopo alla Chiesa. Restano
le antiche mura malatestiane, con un torrione e l'arco d'ingresso.
Il luogo, silenzioso e pittoresco, merita di essere visitato.
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Popolazione:1,758
Kmq: 19,93
Altitudine: 386 s.l.m.
Mercato:
Domenica |
Monumenti:
Castello di Albereto
Chiesa di S.Pietro (Trarivi)
Chiesa di Valliano
Museo d. linea gotica
Museo d. civiltà contadina |
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| Fu capitale di una delle tre "Bailie" in cui nel
1113 era diviso l'esteso Comune di Rimini. Fu quasi sempre
possesso dei Malatesta e Sigismondo costruì nel 1460 una
nuova rocca al posto di quella che anni prima lui stesso
distrusse. Insieme a Montefiore Conca costituì una formidabile
linea difensiva a sud di Rimini. Montescudo fu anche dei
Veneziani e più a lungo dei Conti di Bagno. Nel 1862 cambiò
il nome medievale di Montescuotolo in quello attuale. Considerevoli
i resti delle antiche fortificazioni. Nella chiesa di S.
Biagio e S. Simeone vi è un Crocifisso ligneo del XIV secolo.
Vi nacquero nel 1762 Francesco Rosaspina insigne disegnatore
e incisore e nel 1834 Domenico Farini deputato alla Camera
per otto legislature, presidente poi della medesima e del
Senato. Vale la pena visitare la Chiesa di Valliano (1474),
a pochi chilometri dal paese, per ammirare alcuni affreschi
della scuola del Ghirlandaio ed una statua lignea della
Vergine del Rosario. Durante i mesi delle fioritura è uno
sbocciare di profumi. Situato su un poggio che gli da il
nome, dal quale è possibile nelle giornate terse e chiare,
ammirare l'intera riviera e San Marino, Montescudo rappresenta
una metà importante tra i comuni del circondario riminese.
L'antico borgo ricostruito dai bombardamenti della seconda
guerra mondiale, ospita alcuni ottimi ristoranti dove assaporare
le ricette tipiche romagnole. |
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Popolazione:17,553
Kmq: 45,08
Altitudine: 44 s.l.m.
Mercato:
Lunedì e Venerdì |
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Monumenti:
Chiesa Collegiata
Pieve di S.Michele
Grotte tufacee
Rocca Malatestiana
Museo Usi e Costumi d.Romagna
Mangano |
| Il nucleo più consistente dei materiali tardo-eneolitici
della estrema Romagna è dato dalla serie dei rinvenimenti
litici di Santarcangelo: nell'alveo del fiume Uso, sulla
destra e a valle del ponte sulla via Emilia. Antico vico
romano, nel medioeveo divenne un castello; come tale è ricordato
in un diploma del Barbarossa (1164). I Malatesta di Rimini,
lo tennero quasi costantemente fino al 1462, e qui vi costruirono
la rocca nel 1247. Rafforzata ed abbellita nel 1386 per
volere di Carlo Malatesta, la quale la munì di una torre,
la più alta della Romagna. |
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Nel 1447 Sigismondo Pandolfo Malatesta la fece ridurre,
per motivi di difesa, alle dimensioni attuali. Titolata
città dal 1828, diede i natali al pittore Guido Canlassi
(detto Cagnacci) e a papa Clemente XIV. Straordinaria. Qui
si è celebrato il matrimonio tra la voglia di rimanere semplici
pur senza dimenticare la necessità di crescere. S.Arcangelo
rappresenta senza paura di essere smentiti, l'anima della
cultura romagnola. Le tradizioni popolari riproposte nelle
fiere di paese o durante le sagre estive la immortalano
come la cittadina più vivace tra le sorelle dell'entroterra. |
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| Le botteghe artigiane, scomparse in altri comuni, qui ancora
mantegono le radici. La gastronomia proposta dalle osterie
locali, alcune delle quali molto famose, celebrate da poeti
o da personaggi famosi, è ricca di menù a base di pasta
ancora fatta in casa, di cacciagione nostrana accompagnata
da alcuni rossi locali profumati. |
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Popolazione: 1,064
Kmq: 23,10
Altitudine: 430 s.l.m.
Mercato:
Domenica |
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Monumenti:
Borgo medioevale
Porta Marina e Montanara
Chiesa di Sant'Ansovino
Chiesa di Santa Maria del Monte
Chiesa di San Biagio
Museo Arte Sacra
Osservatorio astronomico |
| L'origine del suo nome è incerta. Alcuni sostengono che
derivi dal console romano Publio Decio, altri dal martire
d'Eraclea S.Laudicio ed altri ancora dall'essere il paese
a dieci miglia dall'Adriatico. Baluardo dei Malatesta a
cui si deve la costruzione della Rocca nel 1289 e di ulteriori
opere difensive. Nel 1504 passò a Venezia e poi alla Chiesa.
A Saludecio nacque, nel 1471, Publio Francesco Modesti,
cultore di letteratura latina ed autore de "La Veneziade",
il poema che narra la guerra veneto - austriaca del 1505-1508.
Una lapide nella Torre Civica ricorda che il 22 giugno 1859,
quando non era ancora decisa sui campi lombardi la guerra
d'indipendenza, qui fu innalzata dalla giunta provvisoria
di governo la prima bandiera tricolore. |
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Popolazione: 7,703
Kmq: 27,40
Altitudine: 330 s.l.m.
Mercato: Sabato |
Monumenti:
Chiesa di S.Chiara
Convento d. Clarisse
Convento di San Francesco
Museo Civico Arch. Villanoviano
Palazzo Ripa
Rocca Malatestiana |
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| Il nome forse deriva da "verrucca", che significa
luogo scosceso ed aspro. Il suo territorio fu abitato nella
preistoria; come centro villanoviano potè contare su un
migliaio di nuclei familiari. Il suo castello è menzionato
per la prima volta nel 1144. |
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Nel sec. XII i Malatesta, discesi da Pennabilli, vi stabilirono
la loro signoria. Furono loro ad erigere due rocche, una
delle quali, la "Passerella", nel 1602 fu smantellata
e trasformata in convento. Sigismondo Pandolfo Malatesta
restaurò le due rocche nel 1448-1449 e circondò il paese
con robuste mura. Alla caduta di Sigismondo, Verucchio passò
alla S.Sede e poi a Venezia, a un ramo collaterale dei Medici,
a Pio da Carpi e poi definitivamente alla Chiesa (1580). |
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| Vi nacquero quattro beati: Gregorio Celli, Giovanni Guèruli,
Bionda Foschi, vissuti nel sec. XIV e Roberto Galeotto Malatesta,
fratello di Sigismondo Pandolfo.Suggestiva è la visita della
Rocca, a cui sono annessi il Museo Preistorico e il Lapidario.
Panorama incantevole, tanto che alcuni sostengono che l'etimologia
di Verucchio sia "Verus oculus" della Romagna. |
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Posto
a 35 chilometri dal mare, sorge su un'imponente rupe a strapiombo
sulla piana ondulata che si estende lungo la sponda destra
della media valle del Marecchia.
Primi abitatori del luogo furono gli Umbro-Sabelli a cui
seguirono i Galli e i Romani. L'antica denominazione di
Montefeltro gli deriva dal masso roccioso (Mons Feretri)
su cui sorge il paese e dove, secondo la tradizione, si innalzava
un tempio dedicato a Giove Feretrio.Sul finire del II secolo
vi giunse dalla Dalmazia S.Leone al quale è attribuita la
rapida diffusione del Cristianesimo in tutta la regione
circostante, fino alla creazione della diocesi di Montefeltro,
oltre alla nuova denominazione di S.Leo. |
| Nell'anno 538 il re goto Vitige vi
collocò un forte presidio, ma fu costretto a cedere il luogo
al generale bizantino Belisario. Occupato in seguito dai
Longobardi, fu loro sottratto da Pipino re dei Franchi che
lo donò alla Chiesa. Nell'anno 961 vi trovò rifugio Berengario
II re del Regno Italico che, battuto da Ottone I di Germania
a Pavia , qui resistette per più mesi all'assedio. Con il
basso medioevo divenne feudo del conte Antonio di Carpegna,
del ramo di Montecopiolo da cui derivarono poi i conti di
Montefeltro. Occupato più tardi dai Malatesta, fu tolto
loro nel 1441 da Federico da Montefeltro che l'aggregò al
futuro ducato di Urbino. Il palazzo dei conti Nardini che
caratterizza la piazza centrale della cittadina ha al suo
interno una cappella che ricorda la visita fatta a S.Leo
da S.Francesco che nel 1213 fondò a due chilometri dal centro
abitato il convento di S.Igne, tuttora esistente con il
suo grazioso chiostro duecentesco. |
| Prossimo alla piazza centrale è il
Palazzo Mediceo, edificato fra il 1517 e il 1523 per ospitare
il Governatore di S.Leo e del Montefeltro per conto della
Repubblica di Firenze, quando la stessa riuscì temporaneamente
ad impadronirsi del luogo. Ai primi del sec. XVII risale
invece il Palazzo Roveresco, oggi sede del Municipio e del
Museo di Arte Sacra. |
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Esempio paradigmatico di architettura
militare del rinascimento è l'imponente Rocca (sede oggi
di un Museo e di una Pinacoteca) che occupa la sommità della
rupe e che deve il suo aspetto attuale all'intervento che
vi operò dopo il 1475, su commissione di Federico da Montefeltro,
il famoso architetto Francesco di Giorgio Martini.San Leo
possiede anche due splendide chiese medievali: l'antica
pieve di S.Maria Assunta, sorta fra i secoli IX e XI, con
cripta che custodisce il sacello di S.Leone, e la Cattedrale
di S.Leone (sec. XII) che si erge su una protuberanza della
rupe leontina con accanto la severa torre campanaria.
Alla rocca di San Leo è legata la memoria della prigionia
del celebre Cagliostro, il misterioso avventuriero, mago
e sedicente taumaturgo palermitano, il cui vero nome era
Giuseppe Balsamo. Condannato a morte per eresia e attività
sediziose dal Sant'Uffizio, ebbe commutata da Papa Pio VI
la pena nel carcere a vita da scontarsi presso il fortilizio
leontino dove fu rinchiuso in una cella a pozzo e dove cessò
di vivere il 26 agosto 1795. |
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GRADARA
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Sorge
sul crinale di un colle, ben visibile con la sua robusta
cinta di mura e bastioni e con l'imponente mole della celebre
rocca. Visione decisamente suggestiva per chi percorre la
superstrada adriatica o la statale ad essa affiancata.
Dotato di una prima torre medievale di difesa (il 'Mastio')
nel 1150, il 'castello' di Gradara (Castrum
Cretarie) fu reso indipendente dall'amministrazione
pesarese ad opera di Piero e Rodolfo De Grifo.Successivamente
i Malatesta, dopo aver acquistato il castello dai De Grifo,
trasformarono la torre in rocca con tanto di primo girone
di mura; successivamente aggiunsero anche i settecento metri
del secondo girone con le diciassette torri merlate e i
tre ponti levatoi che resero imprendibile il fortilizio.
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| Cessata la dominazione malatestiana,
il castello passò agli Sforza che vi lasciarono il loro
segno, aggiungendo il bel loggiato interno, lo scalone e
gli affreschi che ornano ancora oggi alcune stanze, comprese
quelle dell'appartamento ove visse per tre anni Lucrezia
Borgia dopo il matrimonio con Giovanni Sforza (1493). Dopo
il periodo sforzesco, passò ai Della Rovere fino alla devoluzione
del aducato di Urbino lla Chiesa (1631). |
| Solo dopo quasi tre secoli di abbandono
e incuria fu l'ingegner Umberto Zanvettori che nel 1920
destinò tutte le sue sostanze al recupero del fortilizio:
ciò che avvenne gradualmente, anche ad opera della di lui
consorte Alberta Porta Natale fino a quando (1983) non passò
in proprietà dello Stato Italiano. Oggi Gradara, oltre la
monumentale Rocca, offre al visitatore anche la sua duplice
cinta di mura e torrioni con le merlature e i camminamenti
di gronda ricostruiti. |
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Fra le mura, l'abitato conserva le
sue antiche case e la chiesa di S.Giovanni Battista ove
è custodito un pregevole Crocefisso ligneo del XV secolo,
mentre nella chiesa del SS.Sacramento è visibile una pala
d'altare ("Ultima cena") di Antonio Cimatori (1595).
Presso la Rocca è stata invece trasferita la preziosa pala
("Madonna in trono con il Bambino e Santi") dipinta
da Giovanni Santi nel 1484 per l'antica pieve di S.Sofia.
Vuole un'antica tradizione che fra le mura della rocca di
Gradara abbia avuto luogo il feroce assassinio di Paolo
Malatesta e Francesca da Polenta ad opera del tradito Giovanni
(Gianciotto) Malatesta detto 'Lo Sciancato'. Antica storia
di sangue resa immortale dai celebri versi di Dante Alighieri.
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Repubblica
di San Marino
http://www.omniway.sm/omni_turismo/turismo.php3
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| La
leggenda racconta che la prima comunità sul Monte Titano,
fu fondata nel 301 d.C. da un lavoratore della pietra che
venne dalla Dalmazia per la realizzazione del porto di Rimini.
E' comunque assodato che il Monte Titano è stato occupato
fin dai tempi della preistoria, ma è solo dall'età del medioevo
che abbiamo notizie sicure dell’ esistenza di una comunità
, testimoni un Monastero, una Pieve ed una Fortezza. |
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Prima dell’affermazione del potere pontificio, i cittadini
formarono la loro comunità dedicata ad un santo come si
usava al tempo, e scelsero il nome del leggendario Marino.La
piccola Comunità del Monte Titano, si denominò in un primo
momento "Terra di San Marino" poi "Comune di San Marino"
ed infine "Repubblica di San Marino". La struttura sociale
era formata da una assemblea di capi famiglia (Arengo) presieduta
da un Rettore. Le prime leggi e gli Statuti ispirati a principi
democratici. risalgono infatti a questa epoca. La crescita
della comunità richiedeva la condivisione delle responsabilità
governative con altre figure e così il Rettore venne affiancato
da un Capo difensore e successivamente, nel 1243 si nominarono
i primi due Consoli. Ancora ai giorni nostri i due Capitani
Reggenti si alternano al potere ogni sei mesi, confermando
la validità e l’efficienza delle costituzioni, in particolar
modo di quella Regenziale. |
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L’amore
per la libertà dei cittadini della repubblica di San Marino
contribuì a mantenere il patrimonio indipendente dalle continue
contese come quella con i Vescovi del Montefeltro che pretendevano
il pagamento di tributi. Attraverso le leggendarie balestre,
i Sammarinesi difesero caparbiamente la loro città e parteciparono
alle risse a fianco dei Montefeltro di Urbino, sostenitori
del Partito ghibellino. Il territorio sammarinese si estendeva
nel medioevo nei pressi del monte Titano e tale rimase fino
al 1463, quando i sammarinesi presero parte all'alleanza
contro il signore di Rimini: Sigismondo Pandolfo Malatesta.
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| La
guerra fu vittoriosa e Papa Pio II, per ricompensare la
sua partecipazione alla guerra, aggiudicò a San Marino i
castelli di Fiorentino, Montegiardino e Serravalle ai quasi
si affiancò spontaneamente anche il castello di Faetano.
Da quell’anno, il 1463 il territorio è rimasto immutato.
Per pochi mesi fu occupata militarmente sia da Cesare Borgia
nel 1503 e successivamente dal Cardinale Giulio Alberoni,
nel 1739. Dal Borgia la spuntò con la morte del medesimo.
Dal Cardinale Alberoni seppe sottrarsi con la ribellione
civile al sopruso ed informando il Sommo Pontefice. Quest’ultimo
riconobbe il buon diritto di San Marino e ne ripristinò
l'indipendenza. Nel 1709, i Sammarinesi rifiutarono prudentemente
l’estensione dei territori offerto loro da Napoleone in
quanto gia soddisfatti dei propri confini. |
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Nel
1861 Lincoln dimostrò la sua simpatia e la sua amicizia
per San Marino scrivendo fra l'altro ai Capitani Reggenti
"... benchè il vostro dominio sia piccolo, nondimeno il
vostro stato è uno dei più onorati di tutta la storia...".
San Marino vanta una tradizione di ospitalità eccezionale
in tutti i tempi. In questa terra di libertà non fu mai
negato il diritto d'asilo e l'aiuto ai perseguitati dalla
sfortuna e dalla tirannia, qualunque fossero la loro condizione
e le loro idee. Due fra i tanti esempi che si potrebbero
elencare sono quello di Giuseppe Garibaldi che nel 1849,
circondato da tre eserciti dopo la caduta della Repubblica
Romana, venne ospitato e trovò insperata salvezza a San
Marino assieme ai suoi compagni sopravvissuti e quello che
vide San marino ospitare oltre 100.000 rifugiati durante
la Seconda Guerra Mondiale. |
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| Ancor
oggi la Repubblica di San Marino è indipendente, democratica,
neutrale e continua a restare fedele alle antiche tradizioni
e nello stesso tempo proiettata al futuro visto lo sviluppo
crescente nel campo industriale e turistico. La Repubblica
di San Marino è tutto un monumento, una cittadina medioevale
che conserva al suo interno monumenti, musei, opere d'arte,
luoghi turistici. In cima al monte Titano si ergono le tre
bellissime fortificazioni, collegate con muraglie e strettoie
al borgo sottostante racchiusa da una triplice cerchia di
mura, intervallate da diverse porte e molti fortilizi e
torrioni. All’interno delle mura di cinta troviamo le vie,
le piazze, i palazzi, le chiese, le case medioevali costruite
tutte in pietra che conservano ancor oggi l'aspetto austero
e suggestivo di un tempo. Oltre alle tre fortificazioni,
oggetto di immancabile visita da parte dei turisti sono
il Palazzo del Governo, Basilica del Santo, Museo-Pinacoteca
di Stato, Chiesa di San Francesco con l’annessa Pinacoteca-Museo,
Chiesa di San Quirino o dei Cappuccini, e la Mostra dell'Artigianato
Sammarinese. |
Torriana
e Montebello
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Il borgo di Torriana sorge
su un monte roccioso. Nel Medioevo rappresentò per la famiglia
dei Malatesta, che ne avevano il possesso, una fortezza
dalla quale esercitare il controllo militare della valle.
Il declino della signoria segnò il passaggio nel 1504 alla
Repubblica di Venezia, prima del successivo rientro della
cittadella nel territorio controllato dallo stato Pontificio.
Nel borgo spicca la duecentesca Torre Quadrata che anticamente
era collegata alla Rocca, della quale restano due grandi
torrioni circolari, una cisterna, parte delle mura e del
maschio, compresa la porta d'accesso. Da Torriana si arriva
anche a Montebello, paese famoso per il suo castello di
origine militare romana che per secoli fu oggetto di sanguinose
contese fra i Malatesta e i Montefeltro, prima di passare
nelle mani dei Conti Guidi di Bagno, che ne sono tuttora
i proprietari. Il castello si erge in cima alla rocca e
sl suo interno vi sono custoditi arredi d'epoca e opere
d'arte legate alla famiglia dei Conti Guidi. Secondo un
antica leggenda il castello è abitato dal fantasma di una
bambina, Azzurrina, scomparsa nelle segrete della fortezza
durante un terribile temporale.
Come arrivare:
Da Riccione Torriana e Montebello si raggiungono imboccando
la statale Adriatica (direzione: Rimini) e poi la via Emilia
fino a Santarcangelo: da qui si prosegue sulla provinciale
che sale a Torriana.
Per informazioni: 0541 675220 |
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